• Ispirazione e creatività

Che fine fanno le ferie?

Pubblicato il Lettura: 5 min
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No, non stiamo parlando di quelle arretrate o dei permessi non goduti. Stiamo parlando di quelle due o tre settimane che ci concediamo ogni estate per ricaricare le batterie e soffocare l’ansia.

Ci siamo chiesti: che cosa resta, dopo un mese dalle ferie? Qual è la cosa che ci ha colpito di più? C’è un ricordo, un’ispirazione o un’illuminazione a cui ci aggrapperemo nei momento di forte stress o buio creativo?

È venuto fuori che raramente si tratta di qualcosa di materiale o di grandi viaggi; il più delle volte si tratta di un’esperienza piccolissima, in una giornata qualsiasi.

Eccoci qui, quindi, con un po’ di racconti per voi.

Un debito con me stesso – Francesco Alessio Laterza

Da bambino guardavo il Piancavallo da San Stino di Livenza. Nelle giornate dopo una notte di pioggia e vento, quando l’aria si faceva limpida e le montagne sembravano vicinissime, mi facevo sempre la stessa promessa silenziosa: un giorno arriverò fin lassù.

Poi è successo qualcosa che capita a molte promesse che ci facciamo da soli: averle sempre sotto gli occhi le ha rese meno urgenti. “Prima o poi ci andrò” è diventata una frase comoda, ripetuta per anni, che rimandava senza mai cancellare il desiderio.

Ma una promessa fatta a se stessi, anche se dorme per anni, resta un debito aperto. E i debiti con se stessi, prima o poi, si pagano, perché è da lì che si misura se siamo persone di parola prima ancora che con gli altri.

Questa volta il giorno è arrivato. Prima di partire ho detto a mio figlio dove sarei andato e gli ho chiesto una cosa semplice: di salutarmi da San Stino, guardando verso quelle montagne. Un modo per restare connessi anche da lontano, io lassù e lui laggiù, nello stesso momento, a guardarci senza vederci.
Ho percorso l’Alta Via del Rondoi in senso orario, allungandola e sconfinando fino a Cima Lastè, in territorio veneto.

Lassù, il pensiero è andato a mio figlio e a quel saluto che immaginavo arrivasse da San Stino. In quel momento sono tornato bambino anch’io, quello che guardava le montagne dal basso, chiedendosi cosa ci fosse sopra.

Oggi posso dirgli: “Vedi quelle montagne? Il papà è stato su tutte e tu mi hai salutato da lì mentre ci arrivavo.” Non è vanto: è la prova che una promessa, anche rimandata, si può ancora onorare e che a volte basta un gesto piccolo per restare vicini anche quando si è lontani.

E se un giorno saliremo insieme, lui non erediterà solo un sentiero. Erediterà l’idea che le promesse, verso se stessi, verso chi si ama, vanno mantenute. Anche in ritardo. Anche da soli. Perché è così che si tramanda qualcosa di più solido di un ricordo: uno spirito.

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Il libro con il titolo segreto – Luana Buscemi

Durante le ferie di agosto ho letto un libro che mi ha ispirata molto e che parla di gratitudine e visualizzazione: il titolo è un segreto. O meglio, è IL segreto che non posso svelarvi.

Mi ha aiutata a fare ordine tra le varie idee, a mettere meglio a fuoco i miei obiettivi e soprattutto a immaginarli in modo più concreto. Un’immagine che spero non perda chiarezza nei prossimi mesi, ma che cercherò di proteggere nonostante la pressione del lavoro.

Poi, mi sono resa conto che , a volte, per tornare più creativi non serve per forza cercare nuove idee: basta staccare un attimo, cambiare prospettiva e ricordarsi dove si vuole andare.

È un ottimo metodo per tornare in ufficio più carichi e più creativi post ferie!

Ah dimenticavo… il libro l’ho letto rigorosamente da un comodo lettino fronte mare che, diciamocelo, ha sicuramente fatto il suo!

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D’Annunzio il comunicatore – Elena Visentin

Durante le mie vacanze ho fatto mille cose. La prima è stata spegnere computer, portatile e qualunque accesso alle mail e notifiche varie! E poi mi sono riposata: mare, piscina, amici.

Poi, durante l’ultima settimana, siamo andati qualche giorno a Sirmione, con gita a Movieland e al Vittoriale.

È stato proprio al Vittoriale che ho trovato la cosa che mi ha ispirato di più: l’aereo del Volo su Vienna.
Giusto per rinfrescare i ricordi: il 9 agosto 1918 D’Annunzio sorvolò la città nemica lanciando 390.000 volantini al posto delle bombe. L’obiettivo non era distruggere, ma comunicare: trasformare un’azione militare in un gesto simbolico, spettacolare e mediatico.

La cosa mi ha fatto pensare a questa impresa come a un’azione di comunicazione, una campagna pubblicitaria in qualche modo. Il volo conteneva già gli elementi di una campagna di comunicazione: un’idea forte, un messaggio, un’identità, un’esperienza e una narrazione capace di generare eco.

D’Annunzio, a quel tempo, ha capito che il gesto poteva diventare contenuto e che il contenuto, se costruito bene, poteva diventare racconto.

La storia infinita – Susanna Feltrin

È successo che un giorno stavo pedalando al mare, in mezzo alla pineta, con mia figlia. Per intrattenerla, ho cominciato ad immaginare personaggi assurdi che popolavano la pineta. Lei mi ha dato corda. Abbiamo immaginato enormi scoiattoli volanti, folletti che vivevano tra le radici, armadilli con il guscio dorato. Nel bel mezzo di quel delirio creativo mi sono chiesta da dove venisse tutta quella fantasia. Perché io amo leggere le storie fantasy, ma non mi sento per nulla portata a scriverle.

Ecco, ho dato il merito al libro che stavo leggendo in quei giorni, ossia “La Storia Infinita”. Penso che sia talmente ricco di storie, luoghi, personaggi, follie, che sia impossibile non farsi trascinare dalla voglia di inventarne di nuovi. Quel libro ha, in qualche modo, sbloccato la fantasia genuina di quando ero una bimba: quella piccola luce ormai sepolta da strati di perbenismo e responsabilità; e anche un po’ schiacciata da un paio di piedi che devono per forza di cose restare per terra.

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Goab, il deserto colorato de “La Storia Infinita” immaginato da me e l’AI.

Sono quindi felice di dire che ho trovato un nuovo metodo per sbloccare la creatività, oltre al riposo, ai viaggi, alla musica e alle conversazioni interessanti: leggere “La Storia Infinita” e perdersi un po’ tra i mille popoli di Fantàsia assieme a Bastiano Baldassarre Bucci.

Autori:

Autore articolo Susanna Feltrin

Susanna Feltrin
Copywriter

Autore articolo Luana Buscemi

Luana Buscemi
Social Media Manager e Shooting Manager

Autore articolo Gigi Pro Jettile

Gigi Pro Jettile
Senior Web Developer e altre cose che non sto a spiegarvi.

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