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Libri che parlano di comunicazione senza parlare di comunicazione

Pubblicato il Lettura: 5 min
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Questo articolo, per me è la svolta! Perché se seguirete questi consigli di lettura, potrete tornare dalle ferie ricchi di nuovi spunti e ispirazioni proprio come se aveste letto un saggio sulla comunicazione. Ma senza annoiarvi come se aveste letto saggio. Al contrario: avrete letto delle storie capaci di oliare gli ingranaggi della vostra mente e far scorrere lisce quelle rotelle che attualmente sono arrugginite dallo stress.

Ne ho 3, anzi 7, da suggerirvi. Sono perlopiù romanzi fantasy, perché trovo che lasciarsi convincere che esistano mondi che non conosciamo sia il modo migliore per staccare la spina. Ma c’è anche un’opzione di narrativa storica.

Di quasi tutti esiste il film. Eppure non vale barare. L’unico modo per trarne davvero degli insegnamenti è leggerli. Le trasposizioni, per quanto eccellenti, non arrivano così nel profondo.

Vado.

1. The Help – Kathryn Sotckett

Se proprio i fantasy non li volete affrontare, potete fermarvi qui: questa è l’opzione di “narrativa storica”.
Probabilmente il titolo vi suonerà familiare perché avrete visto il film con Emma Stone. Un film molto bello, che io ad esempio ho visto prima di sapere che esistesse il libro. Mi è piaciuto così tanto che ho finito per leggerlo.

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È ambientato in Mississippi, negli anni ’60 e racconta la storia di Eugenia “Skeeter” Phelan, giovane aspirante scrittrice. Mentre cerca di realizzare il suo sogno, Eugenia finisce per lavorare a un progetto segreto assieme a due domestiche afroamericane.

Il romanzo mette in luce le differenze tra donne bianche e afroamericane. Alterna capitoli in cui è Eugenia a narrare la storia, ad altri in cui sono le domestiche a scrivere e raccontare la loro esperienza. E qui viene il bello e il motivo per cui lo consiglio. Volete approfondire il concetto di Tone of Voice? Questo romanzo vi dà un esempio pazzesco, alternando due toni di voce diametralmente opposti.

2. Hunger Games – Suzanne Collins

Potrebbe sembrarvi una proposta datata, ma credetemi: no. E poi non è 1, non sono 3, ma sono ben 5 libri. Forse eravate fermi alla fortunata trilogia che è poi diventata una serie di film con Jennifer Lawrence. E forse non sapete che negli ultimi anni sono usciti due libri prequel, di cui uno è anche già un film; e il secondo è in arrivo nella sale a novembre 2026.

I libri sono molto piacevoli, tutti, nessuno escluso. La capacità di Suzanne Collins di farsi leggere nonostante uno sappia già come va a finire è ammirabile. Lo dico specialmente in riferimento ai due prequel, dove si hanno le idee abbastanza chiare sul futuro dei protagonisti.

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La collezione completa dei libri di Hunger Games ospite sui divani di NCL.

Ma torniamo alla comunicazione.

Mentre si legge, si comprende come vincere gli Hunger Games non sia solo una questione di forza bruta. Perché vincere gli Hunger Games è, piuttosto, una questione di strategia e di immagine. Tutte le storie parlano di strategia, personal branding, comunicazione politica. Il messaggio non è per forza negativo, perché fa riferimento all’abilità di far emergere i propri punti di forza e imparare a valorizzarli.

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3. Fairy Tale – Stephen King

È uno dei miei ultimi viaggi, quello a Empis. Ed Empis, il mondo di cui parla questo libro, è proprio la ragione per cui dovreste leggerlo, specie se vi occupate di content creation.

Ma partiamo un attimo dall’inizio: Fairy Tale è un romanzo molto recente di Stephen King, considerato un dark fantasy. Per me è stato il primo romanzo di King ed è stato pazzesco. Racconta la storia di Charlie che vive in Illinois e, per una serie di eventi, eridita la casa e il cane del suo anziano vicino. Nel giardino di questa casa c’è un capanno, con una scalinata, che conduce a un altro mondo: Empis, per l’appunto.

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Perché lo consiglio? Perché Fairy Tale prende ispirazione da moltissime favole classiche. Impossibile non notare i riferimenti a Oz, per esempio. Alcune favole e personaggi della tradizione sono citati chiaramente, ne fanno parte, ma con una veste nuova, diversa. Questo parallelismo mi ha portata a pensare a come viene intesa la creatività, oggi, nei social. A volte sembra essere assente. Si ha la sensazione che “copiare” gli altri, i trend, sia la via per avere successo. Eppure tutto questo seguire i trend sta assopendo la vena creativa delle persone. King, in questo romanzo, ci mostra invece come si dovrebbe fare: prendere ispirazione, apertamente, dichiaratamente, ma rivedere, riadattare, dare un senso proprio. Per creare, infine, qualcosa di nuovo.
L’ho trovato illuminante.

La buona notizia è che dovrebbero produrre una serie ispirata a Fairy Tale. Non si sa quando di preciso. Quindi perché non leggerlo nell’attesa?

Altri spunti

Personalmente, dopo Empis sono partita per Fantàsia (La Storia Infinita) e mi ci sto trovando davvero molto a mio agio. Mentre lo leggo, mi rendo conto che Stephen King, in Fairy Tale, ha preso ispirazione anche da qui.

C’è senza dubbio una lezione sulla comunicazione e la creatività nascosta anche tra le sue pagine. Il prossimo in lista? Mentre cercavo idee per completare questo articolo, Gemini mi ha suggerito Precious Things di Stephen King, che parla del valore che diamo alle cose.

E mentre leggevo le dritte di Gemini mi sono chiesta: non è che forse potremmo leggere ogni libro con la passione dei comunicatori e trovarci una lezione da imparare?

Autori:

Autore articolo Susanna Feltrin

Susanna Feltrin
Copywriter

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