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Come organizzare uno shooting aziendale – Le info pratiche

Pubblicato il Lettura: 6 min
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La parte più bella di uno shooting non è quando si scatta. È tutto quello che succede prima…

Un’idea che prende forma. Un mood che diventa reale. Una reference salvata mesi prima che improvvisamente trova il suo posto perfetto.

Uno shooting foto o video non nasce sul set. Nasce molto prima. Nel capire che atmosfera creare. Che ritmo dare alle immagini. Che storia raccontare. (Dopo aver cambiato idea almeno 14 volte ovvio).

Oggi sono la shooting manager di NCL e il mio lavoro è trasformare idee in produzioni reali: costruire la direzione creativa, coordinare le persone giuste e fare in modo che ogni immagine abbia davvero qualcosa da dire.

Come si organizza uno shooting foto e video aziendale?

La prima cosa da sapere è che uno shooting non inizia quando si accende la camera. Comincia quando si definisce l’obiettivo.

Prima si sceglie cosa bisogna comunicare, dove verranno usati i contenuti e quale immagine deve trasmettere il brand. Solo dopo arrivano moodboard, eventuale casting, ricerca location, definizione team e timeline. (Oltre a messaggi vocali illimitati, screenshot, call improvvise, cambi idea dell’ultimo minuto e imprevisti vari).

Insomma, la parte creativa è fondamentale, ma lo è altrettanto tutta la costruzione che c’è dietro.  E sì, improvvisare a volte funziona, ma non è la chiave.

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Creatività e strategia: come nasce il concept di uno shooting?

Un’inquadratura vista in un film. Una reference salvata su Pinterest. Una luce particolare. Un colore. Un dettaglio quasi invisibile. Tutto questo fa parte della fase creativa.

Ma sviluppare un concept non è solo estetica: è direzione creativa, è coerenza visiva. Significa costruire un immaginario preciso, riconoscibile, che parla davvero il linguaggio del brand.

Un linguaggio visivo forte funziona un po’ come certi look alle sfilate: magari non ricordi ogni dettaglio, ma ti resta addosso l’atmosfera.

Per questo il concept è una delle parti più importanti di tutta la produzione. Perché è lì che un’idea smette di essere solo ispirazione e inizia a diventare qualcosa di reale.

Team di lavoro: come scegliere fotografo e videomaker?

La tecnica conta, ma non basta. Quando scegliamo fotografi e videomaker guardiamo anche:

  • sensibilità visiva;
  • linguaggio creativo;
  • capacità di leggere il brand.

Ogni professionista ha uno stile diverso, e si vede subito. Un po’ come quando riconosci una campagna di Jacquemus senza leggerne il nome.

Trovare quello giusto cambia completamente il risultato finale. Per questo negli anni abbiamo costruito una rete di professionisti con cui collaboriamo abitualmente.

Budget: quanto costa uno shooting aziendale?

Dipende sempre dalla produzione.

A incidere maggiormente sono:

  • numero di persone coinvolte;
  • durata dello shooting;
  • attrezzatura utilizzata;
  • location;
  • post produzione foto e video.

Uno shooting semplice ha esigenze completamente diverse rispetto a una produzione più strutturata.

Ricorda comunque che non stai pagando “qualche foto” o “un video”. Stai costruendo contenuti che rappresenteranno il tuo brand per mesi, o a volte per anni.

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Come scegliere la location perfetta?

La location perfetta cambia completamente in base al progetto.

A volte serve uno studio, altre invece il valore dello shooting sta proprio nel mostrare uno spazio reale: un hotel, un beach club, un ristorante, un’azienda. In questi casi la location diventa parte integrante della narrazione del brand.

La scelta non è mai solo estetica. Contano luce, spazi, rumori, la gestione del team, gli orari migliori per girare. Si, anche l’alba. (E no, svegliarsi alle 4:30 per girare una sunrise in spiaggia non smette mai di essere traumatico).

Valuta sempre l’immagine che vuoi costruire, la storia che vuoi raccontare e scegli una location che abbia le stesse vibrazioni. Anche in questi casi (sembra scontato dirlo, ma) i dettagli sono tutto.

Ricorda che una location bella ma sbagliata si vede subito. Una location autentica, invece, racconta già metà della storia.

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Backstage shooting video per Consorzio Arenili Caorle

Produzione: quali errori evitare durante uno shooting?

Quando si sottovaluta la pre produzione tutto diventa più complicato.

Gli errori più comuni?

  • improvvisare;
  • voler produrre troppi contenuti in una sola giornata;
  • non avere una timeline chiara;
  • sottovalutare le tempistiche del video;
  • pensare “questa scena la facciamo dopo”. Spoiler: non avrai mai più il tempo di farla. Mai più. Te lo assicuro.

Importante!

Uno shooting funziona quando la parte creativa può muoversi liberamente, ma dentro una struttura organizzata.

Perché le idee migliori arrivano molto più facilmente quando tutto il resto è già stato pensato bene.

Perché investire in contenuti foto e video professionali?

Perché oggi l’immagine di un brand passa prima di tutto da quello che le persone vedono.

Foto e video non servono solo a “riempire” un sito o un feed Instagram. Servono a costruire percezione.

Un contenuto fatto bene rende un brand più riconoscibile, più credibile e molto più memorabile.

Alla fine succede anche con i brand quello che succede con le persone: alcuni hanno stile, altri solo un feed coordinato. E c’è una bella differenza tra essere semplicemente presenti ed essere davvero percepiti 😉

Serve davvero una shooting manager?

Dipende dalla complessità del progetto. Ma nella maggior parte dei casi: sì!

Perché a un certo punto serve qualcuno che tenga insieme tutto:

  • idea creativa;
  • produzione;
  • team;
  • timing;
  • obiettivi.

Il mio lavoro è esattamente questo: fare in modo che creatività e organizzazione lavorino nella stessa direzione. Che tradotto significa: avere sempre una soluzione pronta anche quando il meteo decide che “Maggio is the new November”. O almeno dare l’impressione di averla mentre dentro di te stai ricalcolando l’intera giornata in tempo reale.

A tal proposito… nel tempo ho anche sviluppato un rapporto decisamente tossico con le app meteo, i tramonti rosa che non diventano rosa e i piani B. Ma credo faccia parte del gioco.

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Cosa mette sempre in borsa una shooting manager? O, per dirla con più stile “What’s in my bag?”

Acqua.

AirPods.

Occhiali da sole.

Protezione solare.

Lip gloss.

Powerbank.

Occhiaie coperte benissimo grazie ai patch occhi più virali del momento.

Mille screenshot di reference salvate.

La convinzione di riuscire a fare tutto nei tempi prestabiliti.

E poi la cosa più importante: la capacità di adattarsi velocemente.

Perché gli shooting non sono mai statici. Ed è proprio questo il bello.

See you on set!

Autori:

Luana Buscemi

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