• Vita da agenzia

Cronaca di un team building a dicembre

Pubblicato il Lettura: 8 min
team-building-ncl

Un team building ricco di sfide (scopri quante ne abbiamo vinte)

Il filo conduttore di tutti i team building NCL è la sfida. A chi fa gli Uramaki più buoni, a chi tiene le mele in equilibrio sopra la testa, a chi crea il miglior piano di comunicazione per un brand fighissimo e inventatissimo.

A dicembre, però, Ricky e Roby ci propongono qualcosa di diverso.

Che sarà diverso, ce lo mettono proprio nero su bianco in un comunicato ufficiale: “no stress, no studio o pressione” solo “un workshop molto piacevole, interessante e divertente”.

Tutto bene, fino a questo esatto punto del comunicato ufficiale.

Perché il punto successivo diceva che la destinazione sarebbe stata “a sorpresa”.

Una dichiarazione che equivale ad accendere una miccia in un bosco. Un bosco fatto di rami secchi (noi) che a dicembre eravamo così carichi di adrenalina, che ci creavamo lo stress da soli (se non ce ne sentivamo addosso a sufficienza).

Quindi sì, le sfide le abbiamo vissute e affrontate anche questa volta. Circa 5, se includiamo anche la numero 0: “la sfida prima delle sfide“.

stressed

Sfida n. 0: Scoprire la destinazione

Anche nota come “la sfida prima delle sfide” o “noi che ci stressiamo ancora prima di partire”.
Poco dopo l’annuncio, raccattiamo le poche info disponibili e passiamo tutto al vaglio durante la pausa pranzo.
Le cose note:

  • Che la destinazione si trovava a 2 ore di macchina circa, ma NON nella zona di Verona.
  • Che Biglio, che arrivava in treno da Roma, poteva partire più o meno alla nostra stessa ora.
  • Che nel pomeriggio avremmo fatto una camminata in una zona panoramica, ma senza fango e senza necessità di attrezzatura.

Che si trattava di una città godereccia non lo metteremo tra le note, perché si potrebbe dire di qualsiasi città italiana. Di alcune di più, di altre di meno… ma in Italia si va sul sicuro un po’ dappertutto.

Voi vi siete fatti mezza idea?
Perché noi, dopo qualche minuto trascorso così 👇🏻

thinking-math

avevamo la soluzione in tasca e ne eravamo praticamente certi.

Ci sbagliavamo? No.

Sfida n. 1: Partire puntuali

Far partire 22 persone alle 7:30 del mattino, molte delle quali ritardatarie croniche e molte delle quali che abitano a più di 30 minuti dall’ufficio, era DI FATTO la prima vera, grande sfida del giorno.
Le speranze erano ai minimi storici, tanto che veniva quasi spontaneo lasciar perdere e concedersi un paio di minuti di ritardo.

Eppure, contro ogni previsione, alle 7:30 eravamo tutti in pullman.

Cos’ha funzionato? Brioche e caffè per tutti, disponibili a partire dalle 7:00 e fino alle 7:25.

team-building-ncl
Spoiler n.1

Sfida n. 2: Restare vivi

Alle ore 9:30 era chiaro che avessimo vinto la sfida n. 0: stavamo arrivando a Bologna.

A quel punto, anche il tema del Workshop era abbastanza chiaro. E, infatti, alle 10:00 eravamo di fronte a “Il salotto di Penelope”, una delle più antiche scuole di cucina nel centro di Bologna.
La scuola organizza lezioni e corsi a tema per italiani e stranieri.

Ma perché, direte voi, la sfida era “restare vivi”? Perché avremmo imparato a fare la pasta fresca ripiena e quella stessa pasta fresca ce la saremmo poi dovuti mangiare.

Così, sotto la sapiente guida di Barbara e Pietro, abbiamo imparato a fare gli Anolini e i Balanzoni… a impastare, tirare la pasta, fare il ripieno e a chiudere la pasta.
Alla fine, ci hanno preparato la tavola, cucinato gli Anolini in brodo e i Balanzoni con burro e salvia. E noi ci siamo mangiati tutto.

Siamo sopravvissuti? Sì, anche questa sfida, l’abbiamo vinta.

  • balanzoni-team-buliding-ncl
  • anolini-team-buliding-ncl
  • anolini-in-brodo-team-buliding-ncl
  • team-building-ncl-2
  • team-building-ncl-3
  • team-ncl-impasto-balanzoni
  • team-buliding-ncl-1
Slide precedente
Slide successiva

Sfida n. 3: Scalare San Luca

489 scalini fino al Santuario della Beata Vergine di San Luca: un’attività perfetta per digerire tutti i piatti di Anolini e Balanzoni e per chiedere la grazia di chiudere tutti i task entro fine anno.
Un peccato, però, da affrontare con la pioggia e la nebbia che pesavano su Bologna quel giorno.
Così ci siamo rifugiati tra le vie del centro: chi a comprare tortellini, chi a comprare mortadella, chi a mangiarsela e basta sopra le tigelle.

Potremmo dire: sfida aggirata!

phew-robertdowneyjr

Sfida n. 4: Tornare tutti a casa

Ci piacerebbe raccontarvi che uno di noi, vagando per Bologna, ha incontrato il grande amore dei tempi dell’università e ha pensato di allungare la sua permanenza in città. Ma la verità è molto più dolceamara: stavamo dimenticando Emma in stazione delle corriere.

La nostra povera social media manager si era concessa una sosta al volo in bagno, prima di ripartire, ma nessuno ha avuto la cortesia di aspettarla. Abbiamo abbandonato la stazione delle corriere prima che ci raggiungesse. Dopo circa 10 minuti nel traffico piantato di Bologna siamo riusciti a riprenderla.

Risultato: sfida vinta per il rotto della cuffia.

autostop
Il rischio che ha corso Emma.

A cosa serve fare un team building?

Torniamo però seri per un momento, perché dietro a questo storytelling un po’ “sfidante”, c’è una giornata di team building organizzata con molta cura e attenzione per la crescita del team. Vi spieghiamo perché:

Learning by doing (o apprendimento esperienziale): il nostro team building non è stato “passivo“, ma “attivo”, per 3 motivi:

  1. Ci ha fatto uscire dalla nostra comfort zone (la scrivania).

  2. Ci ha fatto sporcare le mani (anche letteralmente, con la farina).

  3. Ci ha costretto a comunicare in modo nuovo, non verbale e immediato.

 

Il risultato condiviso: ognuno di noi ha cucinato non per sé, ma per il gruppo. Il successo è qualcosa che abbiamo gustato tutti assieme. Il risultato ha nutrito (anche in questo caso, letteralmente) il collettivo.

 

Il benessere e la convivialità: Bologna non è stata scelta a caso. È la città dell’accoglienza. Investire nel tempo di qualità, prenderci del tempo per goderci la bellezza della città e di ciò che offre è parte di un progetto di benessere organizzativo.

 

Integrazione culturale: in Nolita siamo convinti che per innovare ci sia bisogno di avere basi solide: abbiamo imparato un’arte antica (fare la pasta fresca ripiena) per ricordarci che la tecnica e la passione sono alla base di ogni lavoro moderno.

  • stefano-team-building-ncl
  • team-ncl
  • team-building-ncl-ripieno-1
  • team-building-ncl-ripieno
  • team-building-ncl-impasto
  • team-building-ncl-anolini
Slide precedente
Slide successiva

Sfide extra

A dirla tutta, di sfida ce ne sono state altre due:
– Fare l’attività del calendario dell’avvento mentre eravamo in pullman, montare il video e pubblicarlo.
Cenare assieme.

La prima siamo riusciti a vincerla e qui ci sono le prove: Guarda la puntata.

La seconda ha avuto un po’ meno successo, ma c’è stato comunque un gruppo di vincitori che ha continuato a vivere lo spirito conviviale e godereccio di questa bellissima giornata. Tutti gli altri sono andati a casa e hanno vinto a mani basse la sfida di addormentarsi in cinque minuti. 

Autori:

Autore articolo Susanna Feltrin

Susanna Feltrin
Copywriter

@ Resta aggiornata/o e non perderti nulla