Quando l’ascolto diventa cultura
Un dato che fa riflettere: secondo Gallup, nel 2024 il livello globale di employee engagement è sceso al 21 %, uno dei valori più bassi registrati, e tra i ruoli più colpiti ci sono i manager.
Questo non è un problema che riguarda solo i team junior: quando chi tiene le fila delle squadre perde fiducia o energia, l’effetto contagio è reale.
L’ascolto tra colleghi permette di ricostruire quel legame spesso fragile: si crea spazio per le idee, per i dubbi, per i vissuti e così si attiva fiducia. In un’azienda dove le persone si sentono ascoltate, non solo si resta, ma si costruisce.
Strumenti per un ascolto attivo e d’impatto
1:1 Regolari: Sessioni individuali basate su domande aperte. Non sono semplici aggiornamenti sui task, ma spazi sicuri dove il collaboratore si sente ascoltato e validato, senza il peso di dover ricevere risposte immediate.
Pulse Survey dinamiche: Micro-sondaggi frequenti per monitorare il “sentiment” del team in tempo reale, intercettando tensioni o bisogni prima che si trasformino in problemi strutturali.
Segmentazione verticale: Sostituire il generico “come va?” con domande mirate: “Senti di avere il supporto necessario per questo progetto?” o “Cosa blocca oggi la tua creatività?”. Focalizzarsi su temi specifici rende l’ascolto operativo.
Feedback-loop e Action Plan: La raccolta di input ha valore solo se seguita da azioni visibili entro 60 giorni. Se il team non percepisce un cambiamento concreto, l’ascolto perde credibilità e subentra il disimpegno.